Il possesso. 1., Dalle lezioni del corso di diritto romano 1995-96 / Giovanni Nicosia.
2008
KJA2440 .N53 2008
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Title
Il possesso. 1., Dalle lezioni del corso di diritto romano 1995-96 / Giovanni Nicosia.
Edition
2a. ed.
Imprint
Catania : Torre, 2008.
Description
184 pages ; 23 cm
Formatted Contents Note
I. I problemi relativi alla ricostruzione delle concezioni romane in tema di possesso e il dibattito dottrinario da Savigny agli autori più recenti. 1. Le secolari difficoltà incontrate dagli interpreti nell'individuazione del significato di naturalis possessio (in contrapposizione alla c.d. civilis possessio)
2. La costruzione di Savigny, imperniata sulla concezione dell'animus possidendi quale animus domini, e la configurazione del possesso come rapporto 'di fatto' basato su due 'elementi costitutivi': quello oggettivo della materiale detenzione e quello soggettivo dell'animus
3. L'ostacolo alla costruzione di Savigny costituito da alcuni casi di possesso (del precarista, del creditore pignoratizio, nonché - secondo la dottrina tradizionale - del sequestratario) e il ricorso alla figura del possesso derivato
4. Le critiche al concetto di possesso derivato e il consolidarsi della visuale dei 'possessi anomali'
5. La critica radicale di Jhering all'impostazione di Savigny e alla rilevanza dell'animus possidendi
6. Gli illuminanti contributi di Riccobono per la ricostruzione del pensiero classico
7. Il consolidamento dell'opinione che nella concezione classica sarebbero stati distinti tre diversi tipi di possesso
8. I rilevanti contributi di Bonfante
9. La prospettiva aperta dalla Bozza
10. La posizione di Albertario
11. Gli orientamenti successivi e i limiti comuni alle varie impostazioni dottrinarie (sia antiche che recenti)
II. L'usus regolato dalle XII tavole e le sue sopravviventi tracce
12. Valutazione dei dati disponibili sulla risalenza dei termini possidere e possessio al fine di una corretta impostazione del problema dei rapporti tra usus, possessio e usucapio
13. Il meccanismo acquisitivo dell'usus regolato dalle XII tavole: chiarimenti preliminari
14. Dall'originario distinzione, posta dalle XII tavole in riferimento all'usus, tra fundi e ceterae res, alla distinzione tra res soli e res mobiles utilizzata dai giuristi in riferimento all'usucapio
15. L'ampio significato di ceterae res, comprensivo anche di entità non materialmente tangibili
16. Il conseguente più esteso ambito di operatività dell'antico usus (rispetto a quello del'usucapio) nelle sue diverse applicazioni
17. L'usus quale meccanismo acquisitivo della manus sulla donna
18. L'usus acquisitivo del potere di heres, successivamente inquadrato come usucapio pro herede: spiegazione delle rilevanti anomalie, quali sopravvivventi caratteristiche dell'antico usus
19. Ulteriori osservazioni sulla persistente anomalia che comportava l'acquisto in un anno anche delle res soli
20. [A]. L'usureceptio [B]. L'usus servitutis (c.d. usucapio servitutis)
21. Riflessioni conclusive e prospettive per la prosecuzione dell'indagine
III. Possessio e tutela interdittale. 22. Formazione e sviluppo dell'ager publicus
23. Varî tipi di ager publicus
24. Consolidamento della stabilità delle possessiones e progressiva trasformazione dell'ager publicus in ager privatus nel suolo italico
25. Plausibilità dell'opinione (dominante) che vede nella tutela delle possessiones dell'ager publicus l'origine della tutela interdittale del possesso: non rivela in contrario la circostanza che l'Uti possidetis venne successivamente ad assolvere anche una funzione preparatoria della rei vindicatio
26. Chiarimenti preliminari sul significato di interdicere e interdictum, al fine di una corretta impostazione del problema dell'origine degli interdetti
27. Formulazioni dei più antichi interdetti, contenenti un divieto, e loro successivo inquadramento come interdicta prohibitoria nella generalizzata categoria degli interdetti in senso lato
28. I dati desumbili dalla sistematica dell'editto giulianeo; in particolare la deduzione che gli interdetti unde vi e uti possidetis, introdotti in riferimento agli agri publici e poi applicati anche agli immobili in proprietà' privata, abbiano costituito il ponte di passaggio tra interdetti relativi a res publicae e interdetti relativi a res privatae
29. Progressiva emersione dell'importanza degli interdetti relativi a res privatae e, all'interno di essi, soprattutto degli interdetti possessori; correlativa prevalente considerazione degli interdetti, nell'ottica dei giuristi classici, in connessione al processo
30. Corretto inquadramento del rapporto tra esercizio della iurisdictio e utilizzazione degli interdetti: il ricorso agli interdicta quali strumenti autoritativi volti a porre fine a certe controversie (finiendis controversiis), in particolare possessorie
31. I riferimenti di Festo, sotto i due lemmi possessiones e possessio, e il persistente riferimento agli immobili, prima pubblici e poi privati
32. Analogo collegamento si desume dall'etimologia dei termini possidere e possessio e dai riferimenti di Labeone e Paolo
33. La formulazione dell'uti possidetis riferita da Festo
34. La summa conceptio riferita da Gaio
35. Altre indicazioni desumibili da Gaio e ricostruzione accolta nell'editto giulianeo
36. La formulazione riferita nel testo di Ulpiano
37. Risalenza della clausola 'nec vi nec clam nec precario alter ab altero' alla formulazione originaria dell'uti possidetis
38. Gli interdetti proposti nell'editto sotto la rubrica unde vi; la formulazione del de vi (non armata) attestata da Cicerone
39. I dati desumibili da Gaio e dal testo (in parte alterato) di Ulpiano: la formulazione accolta nell'editto giulianeo.
2. La costruzione di Savigny, imperniata sulla concezione dell'animus possidendi quale animus domini, e la configurazione del possesso come rapporto 'di fatto' basato su due 'elementi costitutivi': quello oggettivo della materiale detenzione e quello soggettivo dell'animus
3. L'ostacolo alla costruzione di Savigny costituito da alcuni casi di possesso (del precarista, del creditore pignoratizio, nonché - secondo la dottrina tradizionale - del sequestratario) e il ricorso alla figura del possesso derivato
4. Le critiche al concetto di possesso derivato e il consolidarsi della visuale dei 'possessi anomali'
5. La critica radicale di Jhering all'impostazione di Savigny e alla rilevanza dell'animus possidendi
6. Gli illuminanti contributi di Riccobono per la ricostruzione del pensiero classico
7. Il consolidamento dell'opinione che nella concezione classica sarebbero stati distinti tre diversi tipi di possesso
8. I rilevanti contributi di Bonfante
9. La prospettiva aperta dalla Bozza
10. La posizione di Albertario
11. Gli orientamenti successivi e i limiti comuni alle varie impostazioni dottrinarie (sia antiche che recenti)
II. L'usus regolato dalle XII tavole e le sue sopravviventi tracce
12. Valutazione dei dati disponibili sulla risalenza dei termini possidere e possessio al fine di una corretta impostazione del problema dei rapporti tra usus, possessio e usucapio
13. Il meccanismo acquisitivo dell'usus regolato dalle XII tavole: chiarimenti preliminari
14. Dall'originario distinzione, posta dalle XII tavole in riferimento all'usus, tra fundi e ceterae res, alla distinzione tra res soli e res mobiles utilizzata dai giuristi in riferimento all'usucapio
15. L'ampio significato di ceterae res, comprensivo anche di entità non materialmente tangibili
16. Il conseguente più esteso ambito di operatività dell'antico usus (rispetto a quello del'usucapio) nelle sue diverse applicazioni
17. L'usus quale meccanismo acquisitivo della manus sulla donna
18. L'usus acquisitivo del potere di heres, successivamente inquadrato come usucapio pro herede: spiegazione delle rilevanti anomalie, quali sopravvivventi caratteristiche dell'antico usus
19. Ulteriori osservazioni sulla persistente anomalia che comportava l'acquisto in un anno anche delle res soli
20. [A]. L'usureceptio [B]. L'usus servitutis (c.d. usucapio servitutis)
21. Riflessioni conclusive e prospettive per la prosecuzione dell'indagine
III. Possessio e tutela interdittale. 22. Formazione e sviluppo dell'ager publicus
23. Varî tipi di ager publicus
24. Consolidamento della stabilità delle possessiones e progressiva trasformazione dell'ager publicus in ager privatus nel suolo italico
25. Plausibilità dell'opinione (dominante) che vede nella tutela delle possessiones dell'ager publicus l'origine della tutela interdittale del possesso: non rivela in contrario la circostanza che l'Uti possidetis venne successivamente ad assolvere anche una funzione preparatoria della rei vindicatio
26. Chiarimenti preliminari sul significato di interdicere e interdictum, al fine di una corretta impostazione del problema dell'origine degli interdetti
27. Formulazioni dei più antichi interdetti, contenenti un divieto, e loro successivo inquadramento come interdicta prohibitoria nella generalizzata categoria degli interdetti in senso lato
28. I dati desumbili dalla sistematica dell'editto giulianeo; in particolare la deduzione che gli interdetti unde vi e uti possidetis, introdotti in riferimento agli agri publici e poi applicati anche agli immobili in proprietà' privata, abbiano costituito il ponte di passaggio tra interdetti relativi a res publicae e interdetti relativi a res privatae
29. Progressiva emersione dell'importanza degli interdetti relativi a res privatae e, all'interno di essi, soprattutto degli interdetti possessori; correlativa prevalente considerazione degli interdetti, nell'ottica dei giuristi classici, in connessione al processo
30. Corretto inquadramento del rapporto tra esercizio della iurisdictio e utilizzazione degli interdetti: il ricorso agli interdicta quali strumenti autoritativi volti a porre fine a certe controversie (finiendis controversiis), in particolare possessorie
31. I riferimenti di Festo, sotto i due lemmi possessiones e possessio, e il persistente riferimento agli immobili, prima pubblici e poi privati
32. Analogo collegamento si desume dall'etimologia dei termini possidere e possessio e dai riferimenti di Labeone e Paolo
33. La formulazione dell'uti possidetis riferita da Festo
34. La summa conceptio riferita da Gaio
35. Altre indicazioni desumibili da Gaio e ricostruzione accolta nell'editto giulianeo
36. La formulazione riferita nel testo di Ulpiano
37. Risalenza della clausola 'nec vi nec clam nec precario alter ab altero' alla formulazione originaria dell'uti possidetis
38. Gli interdetti proposti nell'editto sotto la rubrica unde vi; la formulazione del de vi (non armata) attestata da Cicerone
39. I dati desumibili da Gaio e dal testo (in parte alterato) di Ulpiano: la formulazione accolta nell'editto giulianeo.
Bibliography, etc. Note
Includes bibliographical references (pages 7-10) and index.
Location
rbsta
Call Number
KJA2440 .N53 2008
Language
Italian
ISBN
9788871320335
8871320336
8871320336
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